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Sblocca cantieri: Palagiano docet

By Giugno 5, 2019 No Comments

 

Da una parte il CODICE APPALTI (d.lgs 50/2016) che all’art.30 sancisce i principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione degli appalti:
1 . L’affidamento e l’esecuzione di appalti […] garantisce la qualità delle prestazioni e si svolge nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza […] di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità […] 2 . Le stazioni appaltanti non possono limitare in alcun modo artificiosamente la concorrenza allo scopo di favorire o svantaggiare indebitamente taluni operatori economici […]

Dall’altra parte il decreto “SBLOCCA-CANTIERI” (D.L. 32/2019) ovvero il tentativo di semplificazione del quadro normativo e amministrativo connesso
ai pubblici affidamenti (contenuti nel Codice Appalti), vista la straordinaria necessità di sostenere la crescita economica; un decreto d’urgenza (strumento legislativo molto diffuso nel nostro ordinamento) che crea solo tanta incertezza tra Enti appaltanti, Imprese appaltatrici e operatori del settore; mentre i cittadini sono costretti a subire l’ennesimo attacco alla trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa e, di conseguenza, al contenimento della spesa pubblica.

Il rischio vero, a mio parere, è che non ci sarà alcuna spinta alla crescita, anzi, ci potrà essere un impoverimento della nostra economia a causa delle “worst practices” (=peggiori esperienze) dell’azione amministrativa.
… O è vero il contrario??

E la stessa intitolazione (Sblocca-cantieri) è fuorviante; basta leggere cosa ne pensa Cantone (presidente ANAC):
“Il problema dei cantieri è molto più vasto, le opere segnalate come bloccate sono in gran parte opere per cui l’aggiudicazione c’è già stata e quindi il Codice degli appalti non c’entra niente. Si tratta di finanziamenti venuti meno, o di imprese fallite, o di problemi tecnici. Per farsi un’idea basterebbe andare a guardare l’elenco disponibile sul sito dell’Ance”.
http://sbloccacantieri.ance.it/

Se poi si considera l’intesa Lega e M5S – dettata più dalla volontà di evitare la crisi di governo che dalla volontà di semplificazione – con cui il codice appalti del 2016 sarà sospeso per 2 anni e sarà integrato con un lungo subemendamento M5S.
Una sintesi che consente di tenere insieme la riforma del codice che piaceva ai Cinque stelle – compreso il pilastro del nuovo regolamento generale in sostituzione delle linee guida Anac e dei decreti ministeriali – e la bandiera leghista della sospensione biennale del vecchio codice. Un po’ intervento urgente, sia pure parziale, un po’ riforma vasta e a tutto campo, anche se, a dire il vero, l’esigenza di azzerare il codice appalti nasce dalla incapacità di applicare le regole garantiste di trasparenza, imparzialità, libera concorrenza, non discriminazione, economicità degli affidamenti pubblici (contenute nel codice appalti) in nome di una apparente semplificazione che di fatto si traduce in una discrezionalità incontrollata negli affidamenti pubblici.

Come dire: con lo “Sblocca cantieri”, di cantieri bloccati non ne saranno sbloccati affatto; piuttosto si avvieranno “CANTIERI FACILI” per i soliti… FORTUNATI.

Palagiano docet.

 

http://sbloccacantieri.ance.it